Due Decreti della Congregazione per la Dottrina della Fede portano a compimento il lavoro avviato sotto Benedetto XVI: nella forma straordinaria della Messa sono ora presenti anche le celebrazioni dei santi canonizzati dopo il 1962 e sette nuovi prefazi. Ma l’uso è facoltativo
 

 

Oggi, nella Solennità dell’Annunciazione del Signore, sono stati pubblicati due Decreti della Congregazione per la Dottrina della Fede riguardanti la liturgia dei santi e alcuni prefazi da inserire nella forma straordinaria del Rito Romano, cioè la celebrazione eucaristica secondo il Messale promulgato da San Giovanni XXIII nel 1962. I Decreti, accompagnati da due Note di presentazione, portano la data del 22 febbraio 2020, festa della Cattedra di San Pietro. 

Un lavoro avviato da Benedetto XVI

Benedetto XVI, nella sua Lettera ai Vescovi in occasione della pubblicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma effettuata nel 1970, aveva chiesto che fossero inseriti nel Messale del 1962 dei nuovi prefazi nonché i nuovi Santi canonizzati dopo il 1962.

Il lavoro era stato affidato all’allora Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita da Papa Giovanni Paolo II nel 1988 con il compito di aiutare tutti coloro che desideravano conservare le tradizioni spirituali e liturgiche anteriori alla riforma del 1970. Le competenze della Ecclesia Dei, per volere di Papa Francesco, sono passate nel 2019 alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha completato il lavoro avviato sotto Benedetto XVI.

Un arricchimento liturgico

Dopo dodici anni di lavoro, d’intesa con la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, la Congregazione per la Dottrina della Fede offre adesso a tutta la Chiesa l’arricchimento liturgico atteso: il Decreto “Cum sanctissima” dà le indicazioni per la celebrazione, nella forma straordinaria del Rito Romano, dei santi più recentemente canonizzati, mentre con il Decreto “Quo magis” è approvato il testo di sette nuovi prefazi eucaristici da inserire nel Messale del 1962.

Il Decreto “Cum sanctissima” sui nuovi santi

Il Dicastero per la Dottrina della Fede sottolinea che la celebrazione dei santi più recenti non è che una possibilità, e di conseguenza, rimane facoltativa. Chi desidera, quindi, celebrare i santi seguendo il calendario della forma straordinaria così come stabilito dal libro liturgico, rimane libero di farlo. Nello scegliere o meno di avvalersi delle disposizioni del Decreto – spiega la nota – si fa appello al buon senso pastorale del celebrante.

Il Decreto “Quo magis” sui prefazi

Allo stesso modo, è facoltativo anche l’uso dei nuovi prefazi. La nota spiega, inoltre, che il Decreto non cancella le eventuali concessioni di prefazi propri fatte in passato, per cui qualora in casi particolari (luoghi, istituti…) esistesse già, sulla base di ciò che era stato concesso in precedenza, e per la medesima circostanza liturgica, un prefazio particolare diverso, allora si avrà la scelta tra esso e il testo nuovamente approvato.

Continuità tra i Papi

La Congregazione per la Dottrina della Fede sottolinea l’armonia che unisce i diversi periodi della storia della Chiesa cattolica attraverso la volontà di quattro Papi, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, auspicando che tutti i fedeli possano scoprire o riscoprire nella pace i tesori liturgici della Chiesa.

 

Fonte: Vatican News

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